
Sorprendente l'articolo pubblicato oggi dal "Fatto Quotidiano" sulla "Guerra dei gasdotti", a firma di Giorgio Arbatov,
consultabile qui.
Arbatov parla di tante cose, ma non spiega un particolare fondamentale: perché Nabucco e South Stream dovrebbero essere in competizione? La priorità europea non dovrebbe essere quella di soddisfare la maggior richiesta di gas in arrivo, pari a 200 miliardi di metri cubi in più l'anno entro il 2015? Calcoliamo: 62 miliardi arriveranno da South Stream, 30 da Nabucco (è grande la metà!), e il resto dalla pipeline russo-tedesca North Stream, oltre alla pipe Itgi e ai nuovi impianti di LNG. Più pipe ci sono, meglio è.
L'articolo stesso riporta che il Nabucco potrebbe presto prendere gas dall'Iran, un ipotesi che "potrebbe sembrare stravagante", ma sarebbe fattibile allorché gli "ayatollah trovassero un accordo sul nucleare". Non è forse una condizione un po' troppo labile, quella di far dipendere la realizzabilità di un progetto dal regime iraniano? Mi si perdoni, ma a Tehran preferisco Mosca, e di gran lunga.
Peraltro, c'è un'imprecisione marchiana nel ricostruire il percorso dei due gasdotti. South Stream percorre quasi 900 chilometri sotto le acque del Mar Nero (appalto Saipem!), riemerge in Bulgaria, e si snoda in due tronconi: uno verso la Puglia, e uno verso il Nord Italia e la Francia. Nabucco passa per la terraferma turca (ancora un altra pipeline che passa per la terraferma turca!), e tira dritto per l'Austria. South Stream passa per l'ex-Jugoslavia, e Nabucco passa per l'Est Europa. Per l'articolo, i due percorsi sarebbero pressoché coincidenti: non sembra!
Palle finali: al completamento della pipeline South Stream (gas) sarà collegato il completamento dell'oledotto che "taglia in due l'Anatolia" e crea per Mosca lo sbocco sul Mediterrano che cercava "dai tempi di Pietro il Grande". Al di là del fatto che i due progetti non hanno nulla in comune (rifornimenti, percorsi, significato strategico), Arbatov dimentica che i primi a volere l'oledotto siano i turchi: lo stretto dei Dardanelli soffoca di petroliere, ed è necessario scaricarlo. Peraltro, è in progetto un altro oleodotto sul territorio europeo della Turchia, per by-passare i Dardanelli: un progetto breve, ma intenso.
Si cita poi il fatto che Gazprom abbia piazzato l'ex cancelliere Schroeder a presiedere il completamento di North Stream, e l'ex ministro degli esteri Fischer a occuparsi di Nabucco. Il punto è: e se fosse stata la Germania a piazzarceli? Berlino non ha un'azienda energetica nazionale come l'eni, e deve trovare nuove soluzioni per creare un appoggio diplomatico alle proprie operazioni energetiche: ne va dell'interesse nazionale.
"Chi vince si aggiudica il controllo delle rotte energetiche fra due continenti": caro Arbatov, non è vero. L'Europa vincerebbe anche se almeno uno solo tra i due gasdotti, South Stream e Nabucco, venisse completato. Clicchi "zoom-out" sulla piantina di google maps, e vedrà che la penisola europea non è l'unico mercato appetibile per Mosca. A Est vedrà una grande macchia rossa, chiamata Cina. Il collegamento tra Russia e questa nuova potenza sarebbe immediato, senza governi instabili o Turchie di mezzo. Riteniamoci fortunati di poter scegliere tra più gasdotti, perché già è tanto se ce ne danno uno.
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